⚖️ 1. Separazione netta delle carriere
Molti sostenitori del SÌ ritengono che la riforma rafforzi il principio del giudice terzo, separando in modo definitivo chi accusa (PM) da chi giudica.
Oggi giudici e PM appartengono allo stesso corpo e possono passare da una funzione all’altra.
Con la riforma, le carriere diventerebbero distinte, con concorsi separati e nessuna possibilità di cambio.
Secondo alcuni costituzionalisti, ciò rafforzerebbe il modello accusatorio e la percezione di imparzialità del giudice.
🏛️ 2. Due Consigli Superiori della Magistratura
Il SÌ introdurrebbe due CSM distinti: uno per i giudici e uno per i PM. Chi sostiene questa scelta ritiene che:
si riduca il rischio di conflitti interni e dinamiche di potere tra le due funzioni;
si renda più trasparente la gestione delle carriere;
si favorisca un autogoverno più coerente con i diversi ruoli.
🔍 3. Maggiore chiarezza e responsabilità nel sistema
Secondo i promotori del SÌ, la riforma renderebbe il sistema più leggibile per i cittadini:
ruoli più chiari;
responsabilità più definite;
minore commistione tra funzioni che nel processo accusatorio devono essere separate. Alcuni esperti sottolineano che ciò potrebbe rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia.
🧭 4. Coerenza con il modello accusatorio
La riforma viene presentata come un passo per rendere il processo più simile ai modelli accusatori “puri”, dove:
PM e difesa sono parti contrapposte;
il giudice è realmente terzo e non appartiene allo stesso corpo del PM. Secondo alcuni costituzionalisti, questo migliorerebbe l’equilibrio tra accusa e difesa.
🗳️ 5. Dare stabilità a una riforma già approvata dal Parlamento
Il referendum è confermativo perché la riforma è stata approvata dal Parlamento ma senza i due terzi. Chi vota SÌ sostiene che:
la riforma sia frutto di un percorso istituzionale già avanzato;
confermarla significhi dare stabilità a un impianto ritenuto necessario da anni;
respingerla riporterebbe tutto allo status quo, senza affrontare criticità note del sistema.
🧩 6. Nessun quorum: ogni voto conta davvero
Un argomento ricorrente tra i sostenitori del SÌ è che, essendo un referendum senza quorum, non votare equivale a lasciare decidere gli altri.
Il risultato dipende solo dai voti validi espressi.
Chi vuole che la riforma entri in vigore deve esprimere il proprio SÌ.
📌 In sintesi
Chi sostiene il SÌ ritiene che la riforma:
renda più chiaro e trasparente il sistema giudiziario;
rafforzi la terzietà del giudice;
migliori la coerenza del processo accusatorio;
separi in modo più netto ruoli e responsabilità;






